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Riequilibrio Modulare Progressivo (concetto Kabat)

trattamenti

Riequilibrio Modulare Progressivo (Concetto Kabat)

Il metodo PNF ha origine in America alla fine degli anni ‘40, da H. Kabat neurologo e sviluppato successivamente dalle terapiste M. Knott e D. Voss. Questa tecnica nasce dal concetto innovativo che prende origine dall’osservazione e dallo studio dei movimenti dello sport e della danza, in cui la diagonalità e spiralità permettono al movimento di esprimere la massima potenza, l’armonia, la velocità e la coordinazione. Vennero così codificati degli schemi motori che traducessero in modo chinesiologicamente corretto le osservazione fatte.

Questa metodica ha continuato la sua evoluzione in Europa e in America come metodo PNF, con la rigida applicazione degli schemi e i presupposti neurofisiologici Jacksoniani e Sherringtoniani a feedback. In Italia è stata introdotta alla fine degli anni ‘60 da G. Monari, che con la sua esperienza insieme ai vari gruppi di studio nelle Università Italiane, l’ha modificata a tal punto da cambiarne la denominazione in Riequilibrio Modulare Progressivo (RMP) con Facilitazioni Neurocinetiche (Kabat concept).

Cosa si intende per Riequilibrio Modulare Progressivo?

Ristabilire i corretti rapporti tra strutture accorciate (anelastiche) e strutture ipotoniche-iposteniche, che spesso è alla base di tutti i processi di recupero. Si possono verificare infatti diverse situazioni:

 

  • un movimento può risultare limitato dalla tensione dei muscoli antagonisti ed in questo caso è necessario ristabilire il corretto rapporto tra agonisti e antagonisti (Riequilibrio muscolare). Alla base di questo tipo di lavoro c’è il principio secondo cui: “L’allungamento muscolare dell’antagonista e il reclutamento dell’agonista sono due facce della stessa medaglia
  • muscolo agonista e il muscolo antagonista possono essere entrambi sia accorciati sia deboli

 

E’ compito del riabilitatore:

 

  • stabilire qual è il tipo di disequilibrio venutosi a creare e trovare la soluzione al problema
  • Ristabilire il corretto rapporto tra schemi patologici e schemi fisiologici
  • Ristabilire il corretto rapporto tra controllo visivo e cinestesi
  • Ristabilire il corretto rapporto tra elementi che organizzano la verticalizzazione ed esercitazione della funzione

Per Modulare s’intende un insieme di esercizi pertinenti ad una determinata patologia (moduli progressivi di trattamento) e, all’interno della stessa, moduli variabili in rapporto sia ai differenti soggetti che ne sono affetti, sia alla presenza dello stato acuto, subacuto o cronico della malattia. I moduli di trattamento sono variabili in rapporto alla capacità collaborativa del paziente, alla gravità della patologia, all’età del paziente e ai disturbi della sensibilità. Queste molteplici variabili rendono indispensabile, da parte del terapista, avere a disposizione diverse combinazioni insite nella metodica. Tali combinazioni permettono, inoltre, al terapista,di indirizzare, sia globalmente che selettivamente, la diffusione dello stimolo,e, quindi, la propagazione di una forza, in modo tale che una catena cinetica efficiente possa “irradiare” quella deficitaria.

Progressivo, infine, sta ad indicare come l’esercizio terapeutico debba essere adattato alle differenti patologie e al grado di recupero del paziente. La progressione può essere proposta con diverse modalità:

 

  • l’esercizio può essere eseguito in favore di gravità, in gravità neutra o contro gravità
  • in relazione al tipo di contrazione con la quale eseguiamo il movimento (isotonica concentrica, eccentrica, isometrica)
  • se l’organizzazione dello schema (configurazione spazio-temporale) è di tipo semplice (sinergia) o complesso (biarticolarita’ e monoarticolarità complessa);
  • in relazione al rapporto gravitario inteso come rapporto tra base d’appoggio e altezza del baricentro

Per quali tipi di pazienti é indicata questa tecnica?

Questa tecnica è indicata per:

  • pazienti ortopedici post-operatori (post fratture, protesi, interventi di crociato, ecc..)
  • pazienti neurologici (post Ictus, Paresi Faciali, Sclerosi Multipla, Ischemie, Parkinson)
  • pazienti sportivi

 

Trattamento indicato per le seguenti patologie:

 

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