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L’epicondilite è un’infiammazione dolorosa dei tendini che collegano i muscoli dell’avambraccio alla parte esterna del gomito. Questa patologia è conosciuta come “gomito del tennista” in quanto il tennis è l’attività sportiva che espone maggiormente a tensione le strutture muscolo-scheletriche interessate dal disturbo.
È una patologia degenerativa infiammatoria che a causa della sintomatologia modesta nelle fasi iniziali, è sottovalutata e giudicata come qualcosa di clinicamente banale.

L’epicondilite non deve essere considerata come una patologia esclusivamente sportiva, infatti è abbastanza frequente anche nelle casalinghe, nei pianisti, in chi lavora molte ore con il computer.
L’elemento comune è rappresentato da un eccessivo utilizzo dei muscoli estensori delle dita e del polso.
I SINTOMI

La causa scatenante può essere un singolo trauma o una serie ripetuta di micro-traumi. 
Tipicamente l’epicondilite insorge in soggetti tra i 30 e 50 anni di età per eccessiva sollecitazione ed un fisiologico logoramento delle strutture tendo-inserzionali.

L’epicondilite si manifesta con dolore a insorgenza brusca o graduale, localizzato in un punto laterale del gomito. Spesso è accompagnato da una debolezza della presa che può rendere impossibili o difficili gesti quotidiani come:

  • Sollevare un oggetto leggero;
  • Versare l’acqua da una bottiglia;
  • Stringere la mano;
  • Aprire una serratura.

gomito del tennista

LE TERAPIE

 Secondo recenti studi fatti da Bill Vincenzino le iniezioni hanno dimostrato infatti una buona efficacia nel breve termine. Gli effetti dei cortisonici sono stati migliori rispetto al non intervento, agli antinfiammatori non steroidei (Fans), alla fisioterapia e all’impiego di tutori o altre strutture di sostegno . È però difficile quantificare l’entità del miglioramento a causa dell’eterogeneità degli studi presi in considerazione. Se l’iniezione di cortisonici sembra essere la misura più adatta per spegnere immediatamente il dolore e restituire funzionalità all’articolazione, il quadro si rovescia analizzando la loro efficacia nel medio e lungo periodo. Un aspetto, questo, a lungo trascurato negli studi sull’efficacia e la sicurezza delle iniezioni di cortisonici, infatti, l’efficacia di questo intervento crolla. a 6 mesi e il non intervento, l’impiego di Fans e la fisioterapia si dimostrano più efficaci dei cortisonici.

Come e quando riprendere l’attività sportiva?

Per riprendere l’attività aspettare che il dolore sia diminuito e solo dopo aver fatto un rinforzo muscolare adeguato. La ripresa degli allenamenti deve essere graduale e i carichi di lavoro concordati con il fisioterapista di fiducia..
Molti atleti, non avvertendo più dolore e ritenendosi erroneamente guariti, riprendono a giocare senza seguire le istruzioni terapeutiche descritte in precedenza e il rischio di ricadute è elevato.
SITO:
Gibaud

Noene